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giovedì 16 settembre 2010

Andy Warhol, il mito pop.


Dall’11 al 19 settembre, la Fiera del Levante di Bari ospiterà una mostra dedicata ad Andy Warhol presso il padiglione della Provincia di Bari. L’esposizione, fornisce un chiaro esempio della più celebre e diffusa produzione pittorica e fotografica di Warhol. Opere come “Big eletric chair”, ci riportano al periodo fra il 62’ e il 67’; nel quale, fulcro dei suoi dipinti, divenne la morte; accidentale, violenta, ma anche quella promossa dalla giustizia dell’ America, terra che egli tanto amava e che ben si connota nella sua produzione artistica tramite l’ausilio di simboli mediatici(Merilyn Monroe, le lattine della Coca Cola) da lui dipinti con freddezza; come se la sua produzione fosse opera non di un uomo, ma di una macchina. Da qui l’idea delle serigrafie (esposte in questa mostra, appartenenti ad un collezionista romano), cosa che consentiva ad un dipinto di essere riprodotto in serie; ma grazie alle tecniche di riproduzione utilizzate, in effetti, due opere non erano mai perfettamente identiche; quasi a voler creare un contrasto fra l’intento e l’opera realizzata. Di grande rilievo, la presenza, nella mostra barese, di parte delle fotografie fatte a Mick Jagger, leder dei Rolling Stones; contenute in una cartella dall’importanza celeberrima; testimonianza del decennio 70’-80’, nel quale Warhol si occupò principalmente di ritratti di personalità del suo tempo. Un altro elemento sul quale non ci si può non soffermare è la celebre riproduzione della scatola di zuppa Champbell, ricostruita fedelmente dall’artista di adozione newyorkese. Un’opera diventata sinonimo nell’immaginario collettivo, della pop art; che portò Warhol alla sua suprema celebrazione nel mondo artistico. Anche il modus di allestimento della mostra non può che far riflettere. Le opere, disposte come in un magazzino, (sculture e non) affiancate ai muri, ricalcano lo stesso schema che sempre utilizzava Warhol nelle sue esposizioni, convinto che la sua arte dovesse servire a riempire spazi; richiamo immediato al consumismo della sua (e nostra) epoca; che ci induce al semplice acquisto di un oggetto con il solo scopo di buttarlo dopo averlo utilizzato. E’ questa mancanza di poesia che caratterizza perfettamente l’arte di Warhol. Non c’è nulla aldilà del quadro. Nessun messaggio nascosto. Come egli stesso amava definirsi; è come appare. Messaggio chiaramente e abilmente centrato in questa mostra, che si rivela un ulteriore mezzo per apprezzare le creazioni di questo superbo artista.

STEFANO CARBONE.

domenica 29 agosto 2010

Caravaggio? L'enigma dei due S.Francesco.


All’interno dell’antica chiesa di S.Francesco della Scarpa di Lecce, con il patrocinio del Ministero dell’interno e della Provincia di Lecce, si svolge una mostra molto particolare su un dipinto; anzi due, attribuiti al celeberrimo pittore Michelangelo Merisi; in arte Caravaggio. Ritroviamo, infatti, due quadri pressoché identici, eccetto per qualche dettaglio riguardo all’illuminazione della figura, entrambi attribuiti al pittore milanese. Tuttavia ancor oggi, a 400 anni dalla morte dell’ideatore del/i quadro/i, gli studiosi non concordano sull’effettiva paternità dell’opera. La mostra, vuol dunque dare l’occasione al grande pubblico di poter essere reso partecipe, riguardo a questo mistero ancora da svelare; dando la possibilità anche ai non addetti ai lavori di conoscere gli indizi che ci hanno portato a ritenere entrambi i quadri opera del Merisi, o gli elementi che possono sviarci da questa ipotesi. Interessante è anche la possibilità di partecipare attivamente ad un'altra attività che consente la conservazione della maggior parte dei beni culturali della nostra nazione e non solo: il restauro. Sarà possibile, infatti, assistere alle operazioni di restauro di tre quadri antichi, grazie alla collaborazione di esperti che opereranno sotto gli occhi del pubblico. Un evento, questo, che si spera aiuti anche a sensibilizzare il pubblico nei confronti delle opere d’arte e della loro corretta conservazione; per la quale è necessario rispetto e continua attenzione.

STEFANO CARBONE.

Picasso,la materia e il segno.


Ubicata ad Otranto, presso il castello Aragonese, la mostra di Picasso, con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce e della città di Otranto; non si può certo definire un’esposizione tradizionale; come, del resto, la vita dell’artista, nato a Malaga, in Spagna, nel 1881, lavorò magistralmente ed ininterrottamente come pittore nel suo paese e all’estero; produsse un gran numero di opere e vagliando svariati metodi di produzione artistica. Ne troviamo riprova in questa mostra, nella quale riscopriamo un Picasso che sperimenta una forma d’arte caduta ormai in disuso ai suoi come ai nostri tempi: la lavorazione della ceramica. Difatti l’artista spagnolo, creò innumerevoli oggetti di questo materiale (piatti, brocche…) decorandoli con la sua immancabile tecnica pittorica, che li rende unici e dai molteplici significati nascosti; sia psicologici che emotivi. Ma non mancano i quadri: bozze, prove di dipinti più celebri; che dimostrano l’attaccamento dell’artista ai temi dell’antichità; riscontrabile in non poche bozze, nelle quali i personaggi assumono forme non dissimili da quelle dei protagonisti degli antichi dipinti classici; e, inoltre, il tema fondamentale della descrizione della vita dei poveri. Magistrale la raccolta d’illustrazioni dello storico trattato della Tauromachia di Josè Delgado, effettuate dal pittore nel 1957 tramite la tecnica dell’incisione all’acquatinta allo zucchero, che dona vera emozione, grazie anche alla dinamicità dei disegni che paiono quasi prendere vita mostrandoci il contenuto del libro in immagini. Un appuntamento da non perdere; anche per le altre mostre che si svolgono all’interno del castello; come “Otranto 1480”, a cura di Luigi Orione Amato, che prevede un’istallazione composta da scale di legno; simbolo dell’invasione ottomana della città di Otranto, ma anche simbolo di superamento delle barriere, incontro con l’altro; è inoltre presente nelle sale del castello “Cuba 10 decimi”, esposizione contenente alcuni scatti di fotografi cubani e un italiano(Luigi Orione Amato) che ritraggono l’isola di Cuba. Fra i grandi nomi dei fotografi che espongono le loro opere, ritroviamo anche quello di Roberto Salas, fotografo ufficiale di Fidel Castro. Per avere modo di comprendere la situazione vigente nella terra cubana, è stato interpellato anche il punto di vista di un italiano, estraneo al luogo, con uno sguardo lontano da quello di un semplice turista; in pieno rispetto dei principi che stanno alla base dell’etnologia.

STEFANO CARBONE.

Orari:

Aperto tutti i giorni (dal 12 Giugno al 26 settembre)

Giugno e Settembre: dalle 10:00 alle 13:00/dalle 15:00 alle 22:00

Luglio e Agosto: dalle 10:00 alle 24:00

Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.

Prezzo: intero € 6,00

Per ulteriori informazioni:

http://www.picassoaotranto.it/

sabato 31 luglio 2010

Tullio Pericoli.Lineamenti.Volto e paesaggio.


Passando per il museo dell’Ara Pacis, presso il lungotevere di Roma, è possibile ammirare, grazie ad un allestimento pittorico al piano interrato del celebre edificio, costruito nel 2006 su progetto del celebre architetto Richard Meier, i lavori di Tullio Pericoli, celebre disegnatore (ma anche pittore), che ha collaborato con riviste di fama, come: The New Yorker, Linus, La repubblica. Fra i suoi lavori, tutti effettuati dal 2007 al 2010, ritroviamo anche ritratti di volti celebri; Pasolini, Samuel Becket, tutti spogliati dei loro colori, ridotti a scale cromatiche che vanno dal nero al grigio con qualche tratto azzurro, che quasi annulla l’attenzione anatomica dei volti, per prediligere il tratto psicologico, che in molti casi ci comunica una stasi temporale che fa quasi pensare ad una fotografia che coglie qualcosa che va’ aldilà del semplice apparire. Nei suoi paesaggi, Pericoli quasi incide sulla tela canali, vene, solchi, che ci lasciano come di fronte ad un rilievo topografico tridimensionale che però, attraverso le sue atmosfere, sono in grado di comunicare sensazioni di quiete ed attesa. La luce, ovattata come in una giornata velata da nubi, ci conduce in una dimensione che va aldilà della consequenzialità temporale; cosa ancor più evidente se si considera l’assenza, spesso, del cielo e dell’orizzonte. Grazie a queste composizioni, riusciamo ad intravvedere nel paesaggio naturale, una finestra che si affaccia sull’inconscio, e che proietta attraverso la visione di montagne e terre sconfinate, sensazioni che trascendono dalla semplice apparenza. Cosa che si ripete anche nella produzione ritrattistica che ha reso celebre l’opera del pittore.

STEFANO CARBONE.

Presso il Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta(Roma)

Orari:

Martedì-domenica ore 9:00-19:00

(ingresso consentito fino alle 18:00)

Costo del biglietto 8 euro(Ara Pacis e mostra Tullio Pericoli)

Info:060608

www.arapacis.it

www.museiincomuneroma.it

mercoledì 30 giugno 2010

Stillicidi @ fabrica fluxus.



ultimi giorni per l'esposizione di Stillicidi, una mostra complessa e multiforme dal punto di vista psicologico.

Un connubio tra più artsti che in maniera totalmente differente, esprimono il medesimo concetto di percezione.

Un concetto soggetto troppo spesso agli stereotipi mentali, prodotti spesso da fattori che una volta riconosciuti creano un meccanismo nel quale un qualsiasi oggetto seppur presentato in altra maniera, viene comunque riconosciuto come tale. Talvolta basta una una scritta, per indurre la mente a pensare che ciò che stiamo osservando è esattamente quello che leggiamo nel nome. Ma chi ci dice che sia così?

E cosi si gioca con la mente, la si sfida per una volta a rompere gli schemi provando a spaziare con l'immaginazione. Si sprona ad andare oltre ai limiti imposti dalla forma e dalla convenzione mentale sforzandola ad acquisire per ogni singolo oggetto posto alla sua attenzione, una nuova visione, una funzione differente da quella che è abituata a catalogare abitualmente.

Karin Andersen ad esempio, si diverte con le prospettive facendo cosi perdere la logica del luogo e mettendo l'osservatore in condizione attiva dinnanzi all'immagine che sta osservando.

Ferrario Freres invece combatte la logica della nomenclatura. Un grande occhio con all'interno la scritta “Dog” è sufficiente a far credere all'osservatore che l'occhio in questione sia effettivamente di un cane. Ma lo è davvero?

Christian Rainer invece punta sul classico. L'emblema dell'uomo allo specchio. Un vetro che riflette l'immagine di un uomo, cogliendone però soltanto l'ombra. Un uomo che non riesce a cogliere se stesso, così come non ci riescono gli altri. L'eterna lotta tra uomo e inconscio.

Questi solo alcuni esempi di quanto la percezione si possa spingere oltre i canoni tradizionali e quanto i risultati possano essere vari e diversi a seconda di chi guarda l'opera.


VALENTINA CROCITTO.


INFO:

Fabrica Fluxus
Via Celentano 39 Bari
ORARI: LUN 17.00/ 20.30 MAR- SAB 11.00/ 13.30 - 17.00/20.30
LINK e CONTATTI: www.fabricafluxus.com - Roberta Fiorito : fabricafluxus@gmail.com


martedì 15 giugno 2010

La vita segreta dei fiori @ BLUorG.


Attraverso un’esposizione di quadri che rappresentano fiori, alberi e paesaggi, Giancarlo Limoni ci conduce attraverso una nuova visione di un tema già utilizzato dagli artisti di fine 800’ per le loro creazioni. La natura, però viene rielaborata, sintetizzata con tecniche successive; impressioniste e non solo, in una riconversione che punta all’analisi più approfondita dell’ ”anatomia” del fiore, visto con una vicinanza che rimanda alla contemplazione orientale. Non unico elemento, per altro, che ci riporta alla pittura d’oriente; il tratto delicato di alcuni quadri, non può che farci riflettere sull’evidente ponte che una mostra del genere apre con la pittura di queste terre lontane. Nonostante ciò, sono ben chiari anche le riflessioni su artisti europei, come nel caso delle “Ninfee”; chiara citazione di Monet, però viste con più attenzione e vicinanza non solo fisica, ma certamente anche psicologica dell’artista. Indiscutibile l’impatto emotivo che trasmette l’opera “Fiori cinesi”, con una composizione diversa rispetto agli altri dipinti, che si riflette anche sul metodo di realizzazione e sul soggetto. Un paesaggio naturalistico dove i colori paiono uscir fuori dalla cornice, che non riesce a contenere la forza dell’opera. Un percorso del genere, porta l’osservatore a riflettere sulle influenze dell’arte mondiale, perfettamente sintetizzate in questo lavoro artistico.

STEFANO CARBONE.
Orari:
dal 21 maggio al 22 giugno
dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 13:30/ 17:00-20:30
Ingresso libero.

sabato 29 maggio 2010

Mostra Jannis Kounellis

Jannis Kounellis, artista anticonformista e dalle spettacolari sculture, “veterano” del circuito d’arte, sceglie personalmente l’ambientazione per la mostra barese, dove espone opere quasi monumentali, come sovente nel suo lavoro artistico. Luoghi non casuali, quelli dove il progetto espositivo prende piede. Il teatro Margherita, semi ricostruito, è la sede perfetta per la mostra di Kounellis. Egli, affascinato dai luoghi centrali e anticonvenzionali (fabbriche, navi, ecc..), riesce ad amalgamare perfettamente la sua opera con l’ambiente ancora non del tutto ricostruito dello storico teatro. Le sue istallazioni, utilizzano materiali come ferro, carbone, lana, ci suggeriscono un legame con ciò che è inanimato, privo di vita, e ciò che invece ha ancora un legame con l’esistenza (la lana). Le due imponenti istallazioni, comunicano di certo il senso del dramma che spesso ritroviamo nel lavoro di questo poliedrico artista greco. La prima opera, contenuta nel foyer del teatro, composta da vari moduli, ove in ognuno si possono osservare due lastre di metallo, fissate l’una all’altra, che pressano dei cappotti da uomo, sinonimo dell’uomo stesso e della sua condizione di oppressione. L’unico elemento che richiama alla pittura è il cavalletto che sorregge ogni modulo. L’altra opera, contenuta nella platea, è composta da sacchi contenenti carbone, dai quali s’innalzano aste di ferro che arrivano fino alla cupola ancora semidistrutta e lastre di metallo scuro. L’impressionante forza di questa magnifica opera si unisce indissolubilmente con l’architettura stessa del teatro, fornendogli anche grazie alle condizioni interne, una drammaticità quasi palpabile. Il percorso prosegue all’esterno del teatro, sul lato destro di Piazza Ferrarese, crocevia di culture architettoniche e non, dove troviamo un immenso parallelepipedo di metallo, sul quale vi è poggiato un altro più piccolo, contenente del carbone; opera volta a evidenziare il rapporto fra forme diverse. Una mostra curata da Annamaria Maggi e Vito Labarile, realizzata e promossa dal comune di Bari, in collaborazione con l’associazione onlus “Di Segno in Segno” . Il percorso, ci porta a riflettere attentamente sulle configurazioni che questo tipo di arte assume all’interno di un contesto architettonico come il nostro, da sempre crocevia di culture antiche, cosa certamente non estranea all’autore, che proviene da un paese che condivide parte delle nostre origini classiche.

STEFANO CARBONE

Presso il Teatro Margherita e Piazza Ferrarese.

Orari: mar/dom h. 10.00/13.00 - 17.00/21.00 (chiuso il lunedì)

Da venerdì 14 maggio
a lunedì 20 settembre

venerdì 30 aprile 2010

Storia della fotografia in Ateneo 29/04

Presso l’università degli studi di Bari, la professoressa Sperken (storia dell’arte contemporanea) e il professor Paolo Fedeli (non presente poiché impegnato all’estero), hanno organizzato alle ore 16:30 nell’ aula II della facoltà di lettere e filosofia un incontro col professor Paolo Morello, celebre in Italia e all’estero per le sue pubblicazioni e per aver creato il primo master europeo di storia della fotografia, per la presentazione del suo ultimo lavoro: ”La fotografia in Italia(1945-1975)”opera in due tomi, uno di critica storiografica e il secondo per l’esposizione dei lavori dei fotografi trattati nel tomo precedente: questo è un lavoro con precise coordinate storiche. Parte da subito dopo la liberazione dal regime fascista, evento che influenzò non poco la fotografia italiana sia per i materiali importati che cominciarono ad essere utilizzati che i nuovi libri provenienti da oltre Europa ora disponibili. Un testo più volte definito documentatissimo dai docenti intervenuti, fra i quali troviamo Giovanna Bertelli, docente di storia della fotografia all’università degli studi barese (cattedra appena coniata) e figlia del celebre professor Carlo Bertelli; colui che più ha influenzato la stesura di questo lungo lavoro che ha richiesto dodici anni al professor Morello, lavoro ben lungi dall’essere terminato, visto che è prevista l’uscita di altri volumi che non seguiranno cronologicamente il primo. Questo perché le correnti hanno radici che si manifestano e si intrecciano negli anni 60’-70’. Questa analisi del passato non deve, però farci cadere nell’errore di non guardare al futuro con fiducia, nonostante l’evoluzione della fotografia in immagine digitale (perché la fotografia per definizione richiede un processo chimico-fisico che non esiste in campo digitale), anche perché la fotografia diventerà un’arte sempre più di nicchia, cosa non necessariamente negativa.
STEFANO CARBONE

venerdì 23 aprile 2010

Ibrido.


Dal 12 al 31 marzo, il PAC(Padiglione d’arte contemporanea) di Milano, in via Palestro 14, di fronte ai giardini pubblici, accanto alla Villa Belgioioso Bonaparte(sede del museo d’arte moderna), si è aperta una mostra-evento per la città lombarda:Ibrido; che espone opere d’arte contemporanea di autori quali John Armleder o Maurizio Cattelan dalla forza simbolico- artistica impressionante. La mostra è stata realizzata intorno ad un tema molto attuale: l’arte e le varie forme di contaminazione che essa acquisisce fondendosi con altre scienze. Letteratura, musica, design; tutto ci viene mostrato nel suo aspetto multilaterale, capace di rimandare anche a scienze quali l’antropologia o la psicologia. Molte sono anche le rielaborazioni di opere più datate(sette-otto centesche) in chiave moderna e del tutto innovativa, anche per l’uso di computer per l’elaborazione grafica e l’ausilio di nuove tecniche di decorazione. Le stanze, decorate tutte da artisti; in modo che racchiudano in sé un tema che può legare o no le opere contenute al loro interno; ci consentono di addentrarci completamente nel panorama artistico mostratoci nel percorso.
L’esposizione, suddivisa in due parti, si avvale anche si sussidi cinematografici per esprimere la visione di artisti-registi, provenienti da tutto il mondo.La potenza artistica che trasmette questa rassegna di opere d’arte, viene pienamente espressa dalla statua scelta come immagine impressa sulla locandina dell’evento.
Questa istallazione, è colma della forma più completa di ibridità esistente in natura: la psiche umana, che l’artista palesa come scissa in quattro aspetti che ognuno identifica a modo suo, perfettamente fusi in un’unica testa e mascherata dall’indifferenza che occupa la parte frontale del viso; quella che solitamente si mostra al resto del mondo. La mostra è senz’altro un’occasione per immergersi in un mondo di visioni ‘altre’ che lasciano lo spazio per interrogarsi sulle nuove modalità adottate dall’arte nel nostro secolo.

STEFANO CARBONE.

Per informazioni:

http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/Documenti.nsf/webHomePage?OpenForm&settore=MCOI-633JZG_HP

Orari:
Lunedi’ 14.30-19.30
Martedi’, Mercoledi’, Venerdi’, Sabato e Domenica 9.30-19.30
Giovedi’ 9.30-22.30
Ingresso libero



venerdì 16 aprile 2010

XII settimana della cultura

Oggi venerdì 16 aprile, si è dato il via alla settimana nazionale della cultura. Questa manifestazione, giunta ormai alla sua dodicesima edizione, darà modo a tutti gli italiani di riscoprire i beni culturali artistico archeologici che ci circondano, infatti fino al 25 di questo mese enti regionali, associazioni e istituzioni, daranno modo a chiunque di usufruire del patrimonio artistico nazionale gratuitamente. Musei, biblioteche, scavi archeologici, e gallerie d’arte saranno visitabili gratuitamente. Sono circa 2800 le attività organizzate, è possibile, attraverso il sito del Ministero Dei Beni Culturali, reperire gli eventi raggruppati regione per regione.
La manifestazione si prospetta come un’occasione in più per scoprire le meraviglie artistiche che ci circondano.

STEFANO CARBONE



domenica 11 aprile 2010

DA SOPRA Giù NEL FOSSATO @ CASTELLO SVEVO DI BARI

15- Marzo/ 16 maggio 2010 a cura di Achille Bonito Oliva


Tralasciando I canoni tradizionali in cui l'esposizione d'arte viene “contenuta”, oggi il castello Svevo di Bari abbandona momentaneamente la funzione di contenitore, per essere a sua volta racchiuso in un insieme di opere multisensoriali installate lungo il percorso del fossato creando l'occasione di godere diverse prospettive.

Promotori “dell' arte non arte”, artisti concettuali che spaziano tra pittura, scultura e video, ma anche scrittori e poeti esprimono in maniere differenti la percezione dell'arte.

Maurizio Nannucci, ad esempio, riporta sui merli del castello con un'installazione al neon, la frase IT MUST BE ASTRACT, IT MUST BE CHANGE, IT MUST GIVE PLEASURE (deve essere astratto, deve cambiare, deve dare piacere). Una sorta di spinta a tutto ciò che è nuovo (l'astratto inteso come opera moderna?) attraverso il piacere estetico.

Jenny Holtzer con “for Bari” punta sull'idea di provocazione, proiettando tramite luce allo xenon sulla facciata del castello, una pellicola (185mm) composta da una lunga serie di frasi riferite a vari spunti della nostra cultura generale (arte, politica, etica) che invitano a ragionare con le proprie convinzioni personali, creando una sorta di incontro-scontro tra riflessione e opera. L'arte in genere è difatti un invito al pensiero in concilio o in contrasto con quello dell'artista, non assicurando però, che l'interpretazione data sia difatti quella corretta influendo così non solo sulla scelta basata sul gusto estetico, ma anche su quella di livello ideologico.

Il padre dell'happening Alan Kaprow invece, preferisce rendere l'opera maneggiabile, un'evento in eterno cambiamento, una fonte eternamente rinnovabile. Yard versione num.9 ne è la conferma. Una recinzione in rete metallica contenente pneumatici dimessi che il pubblico potrà sistemare e usare a proprio piacimento in modo che l'opera muti continuamente e che il singolo individuo non resti passivo all'opera, ma vi partecipi attivamente, rende perfettamente il concetto dell'artista.

Alfredo Pirri trasforma l'arte in metafora. Passi è un'installazione di specchi incrinati per oltre 600mq. L'uomo ha così la possibilità di camminare sul proprio io, calpestandone il narcisismo in un gioco continuo di luci riflessi e ombre. Anche qui potremmo azzardare un'idea di opera mutevole poichè osservando gli specchi da diverse angolazioni per cogliere diversi scorci del castello, o semplicemente osservandone I cambi di luci durante lo scorrere della giornata avremo risultati sempre differenti.

Maria Theresa Alves riscontra nell'arte l'unico mezzo di “vera conscenza” indagando su quelle che sono le convinzioni personali e la consapevolezza e mettendole in dubbio. Bruce Lee in the land of Balzac difatti, è una videoproiezione contraddittoria delle immagini della Valle del Giglio (amatissima appunto da Balzac), con la sovrapposizione dei suoni delle scene di combattimento di Bruce Lee, creando un'intrusione discordante che l'artista paragona alle politiche di immigrazione nei paesi ricchi.

Un'insieme di diverse opinioni, in accordo o disaccordo che siano, alcune addirittura complementari, caratterizzano “Da sopra giù nel fossato”, una mostra variegata ed intensa che potrete vivere a cervello “acceso”, che vi piaccia o meno...


VALENTINA CROCITTO

lunedì 29 marzo 2010

Goya e il mondo moderno

Presso Palazzo Reale a Milano: a pochi passi dallo stesso Duomo, dal 5 Marzo al 27 Giugno si svolge l’esposizione ‘Goya e il mondo moderno’.
L’intento della mostra è di proporre un parallelismo tra Francisco Goya e i pittori a lui successivi; proposta pienamente coronata dall’affiancamento alle sue opere, che aprono il percorso artistico della mostra,a dipinti di autori di epoca successiva. Celebre pittore spagnolo, nato a Fuendetodos, presso Saragozza il 30 marzo 1746 visse durante la rivoluzione francese, evento che infuenzò non poco la vita della sua terra. La mostra è suddivisa in cinque sezioni, rappresentanti di cinque temi fondamentali affrontati nei quadri esposti al loro interno: la vita di tutti i giorni, comico e grottesco, la violenza, il grido. I quattro temi ci consentono di visionare opere dal tremendo impatto emotivo, ma dalla forza espressiva innegabilmente travolgente, capace di spiazzare anche il più critico dei visitatori. La capacità di Goya di rappresentare i suoi soggetti nell’attimo in cui più la loro umanità è allo scoperto, eliminando ogni difesa superficiale, ben si collega con le rappresentazioni (propria sia del pittore spagnolo che di coloro i quali vennero dopo di lui) della guerra, ove nessuno è vittima o carnefice, vincitore o vinto. C’è solo morte e abominio. Goya del resto, oltre ad avere ispirato molti autori successivi per i temi da lui affrontati (guerra, libertà, sogno, simbolismo) è anche considerato il “padre” dell’impressionismo. Non tanto per la scala cromatica da lui utilizzata nei suoi dipinti, tendente per lo più al nero e marrone scuro. Colori che si oppongono categoricamente a quelli utilizzati dagli impressionisti, famosi per la vivacità e luminosità dei colori dei loro quadri. Piuttosto, le ragioni della diretta discendenza dell’impressionismo da Goya sono da ricercare nel tratto utilizzato dal pittore per la realizzazione dei suoi dipinti. Pennellate rapide e vibranti. Tecnica che si andrà ad utilizzare spesso nelle scuole pittoriche successive, e la deformazione della realtà per evidenziare il fulcro della rappresentazione. Interessante è anche la collezione di incisioni ad acquaforte raccolte nella mostra, realizzate dallo stesso Goya e raffiguranti sogni e immagini di guerra. Nelle sale successive, nelle quali ci si allontana temporalmente dall’opera di Goya, troviamo la stoltezza della guerra rappresentata in quadri che raffigurano immagini di donne distrutte dal dolore per la morte dei figli che tengono fra le braccia, sapiente rimando alla celeberrima pietà di Michelangelo, rielaborata per il lutto dei conflitti mondiali, o quadri che rappresentano lo sciacallo del capitalismo che si ciba dei cadaveri delle guerre mondiali per il suo sostentamento, o dipinti che raffigurano i morti nei campi di concentramento, ennesima distruzione apportata dall’uomo contro se stesso in spirito e corpo. Contro l’uomo in quanto tale. Denuncia e dolore. Cordoglio e disprezzo per i reggimi, soffocatori della libertà e della dignità di vivere.
L’ultima parte dell’esposizione ci conduce attraverso la rivisitazione da parte di artisti del calibro di Jason Pollock, di opere di Goya che contengono solo un accenno di ciò che erano all’epoca; inebriati dalle visioni dei nuovi grandi artisti dell’epoca contemporanea.
Questa mostra, estremamente estesa e copiosa, artisticamente parlando, ci mostra un Goya anticonformista e deciso a denunciare attraverso la sua arte le atrocità del conflitto e tutta l’ipocrisia pseudo-eroica che c’è dietro ad esso. Concetto ben più moderno di quanto ci si potrebbe aspettare da un pittore vissuto nel diciannovesimo secolo. La tagliante capacità di rappresentare il dolore e la rabbia contro il genocidio e le guerre mondiali mostrateci , in contemporanea, dagli altri artisti esposti, ci dimostrano ancora una volta come l’arte sia in grado di trasmettere emozione e pensiero più di mille parole, e quanta forza, sensibilità e desiderio di cambiare le cose ci sia in chi fa proprio questo magnifico linguaggio immortale.

Una mostra da non perdere.


STEFANO CARBONE


Orari mostra: Lunedì 14.30 – 19.30
Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica 09.30 – 19.30
Giovedi e Sabato 9.30 – 22.30


Per informazioni:http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/portale/palreale.nsf/index.htm?readForm&settore=MCOI-66DHPH_HP

giovedì 25 marzo 2010

AXORTHecl- Manuel Donada Artshow @ Fabrica Fluxus

Fabrica fluxus colpisce ancora.
Lo scorso mese ha testato la vostra reazione psichica all'esperienza della morte, adesso si reinventa per l'ennesima volta lasciando che diventi protagonista l'esplosione di colori presentata da Manuel Donada con AXORTHecl.
Al vernissage del 12 marzo, si confondeva tra gli “spettatori” presenti. È questo che ci si sente osservando le opere del giovane talento madrileno, che invita il suo pubblico in un folle mondo dai colori vivaci dove l'immaginario e il realistico si miscelano in creature paradossali, ironiche e pungenti. Ogni tela rappresenta uno scorcio di visione quasi grottesca del mondo circostante, dove gli animali diventano umani (li vedremo alle prese di strumenti musicali, accudire animali, fumare), e gli uomini sembrano eroi usciti da fumetti anni '60. Una totale reintrepretazione della vita normale osservata da un punto di vista possibile forse solo in un mondo onirico, burlesco e paradossalmente reale.
Manuel Donada (più conosciuto come le Cadavre), parte come grafico e designer, in seguito a diverse collaborazioni con etichette discografiche, band musicali e riviste. Tra le più importanti, e sicuramente di rilievo per comprendere meglio le influenze dell'artista, quella con cartoon network.
Dal 1999, dopo essere dichiarato uno dei migliori artisti dell'anno dal celebre quotidiano El Pais, inizia la vera e propria ascesa insieme ad una lunga serie di mostre personali in giro per l'Europa.
Il clima accogliente di Fabrica Fluxus vi aiuterà a gustare meglio gli effetti psichedelici delle tele, e la lunga partete decorata dall'artista stesso (potrete vederlo all'opera tramite un video proiettato sul muro d'ingresso) vi darà la sensazione di passeggiare attraverso l'opera.


Bari, galleria Fabrica Fluxus Via Celentano 39 - INGRESSO GRATUITO

dal 12 Marzo al 2 Aprile 2010

ORARI: dal LUN-SAB 10.30-13.30/ 17.00-20.30


VALENTINA CROCITTO





giovedì 18 marzo 2010

Caravaggio di nuovo a Roma

La mostra ci conduce attraverso il percorso storico-artistico del pittore, nato a Milano nel 1571, attraverso un viaggio fra stanze semi illuminate che quasi tendono a suggerirci lo stesso clima che si respira nelle opere di Caravaggio. Ritroviamo alcune fra le sue opere più conosciute: la natura morta del dipinto “Canestro di frutta”, dall’incredibile impatto simbolico e rappresentativo per la minuziosità della sua elaborazione, che rendono questo quadro simile ad una vera e propria fotografia, eppure con qualcosa di più vivo e reale al suo interno; il “Bacco”, opera celeberrima del pittore che unisce elementi di sacro e profano o la “Cena in Emmaus”, caratterizzata da elementi frugali che dimostrano la propensione personale di Caravaggio per le ambientazioni intime e povere. Questa esposizione comprova l’abilità del pittore di saper magistralmente utilizzare la luce in modo quasi teatrale, accoppiato al sapiente utilizzo del drappeggio nei vestiti dei suoi soggetti come prova del suo legame con i temi legati al mondo classico e il prediligere la rappresentazione della realtà così com’è, evitando simbolismi o inutili fronzoli. Venendo a contatto con simili capolavori provenienti dai musei più disparati (dalla National Gallery of Ireland di Dublino alla pinacoteca di Brera) non può non apparire lampante la genialità di quest’uomo, che nella sua vita dimostrò spesso di essere un crocevia di incongruenze e opposizioni sia stilistiche che personali. Fu grande innovatore del simbolismo sacro della sua epoca e autore di opere spesso volte alla pubblica provocazione, divenuto ormai un vero e proprio sinonimo del nostro passato artistico più illuminato.


STEFANO CARBONE


Presso le Scuderie del Quirinale dal 23 Febbraio al 13 Giugno
Orari: Da lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 20.00
venerdì dalle 9.30 alle 22.30
sabato dalle 9.00 alle 22.30
domenica dalle 9.00 alle 20.00


Per ulteriori informazioni:

mercoledì 10 marzo 2010

“This is it” di Fabio Santacroce.



Presso l’associazione culturale BLUorG dal 19 febbraio al 15 marzo, si svolge la mostra di Fabio Santacroce; artista barese per nulla sconosciuto alla nostra città col nome di “This is it”. L’artista vuole probabilmente suggerirci la caducità dell’esistenza come dell’arte; significato reperibile nello stesso titolo, tratto da una serie di concerti che un grande artista quale Michal Jackson aveva intenzione di realizzare per terminare la sua carriera d’immortale star della musica pop;progetto, purtroppo rimasto incompiuto poiché Michael è morto durante il periodo di preparazione ad esso. Simbolo, quasi dell’ironia della sorte di un artista ‘invincible’ agli occhi dei suoi fan, ma consumato dalla nostra stessa mortalità. Vita e morte. Citazione e innovazione. Queste le tematiche di una mostra di istallazioni contenenti materiali deteriorabili (capelli, crema idratante, terra) mescolati a materiali sintetici. Contrapposizione di materia soggetta al naturale disfacimento del tempo e non. Santacroce ci conduce attraverso un ideale modello di bellezza; freddo e inaccessibile come ci dimostra la sua scultura, realizzata con della crema idratante circondata un recinto di vetri frantumati; oppure l’omaggio a Marcel Duchamp; un tappeto di capelli raccolti per formare una stella, che riprende lo stesso tema di un’opera dello stesso padre del dadaismo. Le similitudini e le ispirazioni da altri autori o in onere di essi ci danno la possibilità di avvicinarci al cammino personale dell’artista nel suo bagaglio conoscitivo personale, oltre che a fornirci diverse tipologie di interpretazioni delle opere al metà tra il materialismo e la filosofia, come notiamo in una istallazione ove scorgiamo un libro di Milan Kundera; “l’insostenibile leggerezza dell’essere”, che nasconde dietro di sé una mela in pieno disfacimento. Il gioco del senso nascosto nella scultura ci viene suggerito da vari oggetti,non visibili di primo acchito,ma nascosti dietro o all’interno dell’istallazione stessa. Stratagemma che ci dà modo di soffermarci un po’ sul significato dell’opera. Fabio Santacroce, in questa esposizione, esprime tutto lo spirito della fugacità del nostro tempo ormai quasi del tutto digitalizzato.

STEFANO CARBONE

Inaugurazione venerdì 19 febbraio 2010 ore 19.30
Dal 19 febbraio al 15 marzo 2010
Associazione Culturale Galleria BLUorG
aperta al pubblico dal lunedì al sabato.
Orari 10.00 - 13.30 / 17.00 - 20.30
Domenica su appuntamento
Chiusura straordinaria sabato 27 febbraio 2010
Info: BLUorG, Via M. Celentano 92/94, 70121, Bari.
Tel.: +39 080/9904379

venerdì 12 febbraio 2010

Funeral


Funeral di ester grossi @fabrica fluxus




Dal 22 gennaio al 19 Febbraio, Fabrica Fluxus espone la mostra “Funeral” della giovanissima artista abruzzese Ester Grossi,

artista del mese di Novembre su ARTEINGENUA, e promossa in Italia e all'estero dal MUSAE (museo urbano sperimentale di arte emergente).

Funeral è la rappresentazione di un rito funebre osservato spostando l'attenzione sulle persone partecipanti che, come spiega Chiara Ronchini, (curatrice della mostra insieme al collettivo di Fabrica Fluxus) “si ritrovano inevitabilmente a riflettere da soli con la propria idea di morte”.

I ritratti esposti sono essenziali, dai tratti decisi e da forti contrasti dal bianco al nero e la netta separazione tra un cielo azzuro terso e una distesa di verde.

Paura, tristezza e senso di smarrimento. Questa è l'idea generale che traspare, resa maggiormente dal sottofondo musicale dell'artista di origine canadese His Clancyness composto appositamente per la mostra immaginando i vari momenti del rito, come la camminata nel cimitero o la bara che scivola nella terra.

Candele, buste da lettera nere sigillate con la cera lacca, tende e luci tenui. Dettagli che contribuiscono a ricreare la stessa atmosfera ricercata dall'artista e che vi renderanno partecipi a tutti gli effetti della mostra. Da non perdere l'esibizione del duo Murder.

VALENTINA CROCITTO

ORARI: LUN-SAB 10.30/13.30 -16.30/20.30
INFO E CONTATTI: Info: 080-5236319

e-mail: fabricafluxus@gmail.com

http://www.fabricafluxus.com/
www.myspace.com/estergrossi