SOLOMON KANE (id., Francia/ Regno Unito/ Repubblica Ceca) di Michael J. Bassett con James Purefoy, Rachel Hurd-Wood, Mackenzie Crook, Samuel Roukin FANTASY- Da Robert Ervin Howard scrittore americano creatore di Conan il barbaro, vissuto nella prima metà del Novecento e prematuramente scomparso, arriva nelle sale questo film ispirato da un ciclo di sedici opere dedicate allo spadaccino puritano che dà il titolo all’opera. Solomon Kane, spietato guerriero affamato di ricchezze, si ritrova ad abbracciare la via della penitenza per evitare che il diavolo prenda la sua anima: sul suo percorso si troverà a dover rinnegare i propri propositi di non violenza per salvare una ragazza, e le terre sin dove è giunto nel suo percorso di redenzione, dalle forze delle tenebre.Con la voglia di competere con le megaproduzioni hollywoodiane, questo “piccolo” film europeo, dal budget di una quarantina di milioni di dollari ed un cast parzialmente rubato ai ricchi cugini filmmakers americani, sembra essere un Van Helsing per adulti che promette ma non mantiene del tutto: se è apprezzabile la cupezza degli scenari, la violenza ben poco suggerita (spesso assente nei film USA per ragioni commerciali) e il portare in scena una storia tragica che non lesina situazioni drammatiche, non si ha il coraggio di sfruttare sino in fondo il materiale che si aveva fra le mani. Puntare maggiormente sull’orrore, su un clima di distruzione portato dai guerrieri nemici e su creature fantastiche interessanti la cui esistenza è qui appena mostrata ed accennata, nonché evitare un paio di inverosimiglianze (come la facilità con cui Kane si riprende dopo essere stato gravemente ferito più volte) avrebbe giovato ad una migliore riuscita dell’opera, che pure è una piccola boccata d’aria fresca in un vasto panorama di pellicole spettacolari ed impersonali che continuano a giungere da Hollywood come a voler racimolare la fascia di pubblico più vasta possibile ad evidente discapito della qualità.
Buona prova di Purefoy che, seppur quasi clone di Hugh Jackman e del suo Van Helsing, riesce a lasciare il segno e ad offrire una buona interpretazione. Con l’augurio che questo Solomon Kane sia il primo film di una ventilata trilogia, e che i capitoli successivi possano essere un passo in avanti verso un cinema più povero in termini di budget, ma più ricco di idee.
Voto: 7/10
CLIZIA GERMINARIO
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