
- 2 UOVA
- 230 gr. FARINA
- 200 gr. ZUCCHERO
- 50 gr. BURRO
- 240 ml LATTE
- MEZZA BUSTA LIEVITO


Ritorna l’immortale Sting, celebre frontman dei ‘Police’, a brevissima distanza dal suo ultimo lavoro, “If On A Winter's Night” fatto uscire, appunto, lo scorso inverno. Il nuovo, se così si può definire, lavoro dell’artista internazionale, da sempre apprezzato per la sua innegabile bravura, ripropone dodici dei suoi più celebri successi da solista e non, riarrangiati per l’occasione con l’ausilio della Royal Philharmonic Concert Orchestra. Nulla da obbiettare, considerando che Sting si avvale da sempre del fiore all’occhiello della musica mondiale per il conseguimento dei suoi progetti, che; vecchi o nuovi che siano, sono sempre accolti con vasta approvazione dal pubblico per la sua quasi innata capacità di ricreare qualcosa di sempre nuovo anche all’interno di brani già ascoltati milioni di volte. Quest’album non fa di certo eccezione. Sting riconferma la grandiosa capacità di saper dare un sapore diverso alla sua musica ogni qual volta la si riascolta. Quasi non si riconosce il brano che apre la raccolta; “Next to you”, che rinasce con un ritmo ed un’energia degna delle canzoni di Elvis Presley. Orecchiabili e ben riusciti anche gli arrangiamenti di classici come “Roxanne”, con un’atmosfera certamente più soft, agevolata dall’orchestra che ha saputo creare un’armonia che rende il disco gradito all’ascolto. Quest’ultima creazione del cantante inglese anticipa il suo tour che non potrà che toccare anche il nostro paese per più di una data, cosa ben gradita ai fan vecchi e nuovi che potranno, attraverso questo nuovo lavoro, attendere l’imminente serie di eventi con la giusta dose di energia, trasmessa magistralmente da questo album.
STEFANO CARBONE.

Passando per il museo dell’Ara Pacis, presso il lungotevere di Roma, è possibile ammirare, grazie ad un allestimento pittorico al piano interrato del celebre edificio, costruito nel 2006 su progetto del celebre architetto Richard Meier, i lavori di Tullio Pericoli, celebre disegnatore (ma anche pittore), che ha collaborato con riviste di fama, come: The New Yorker, Linus, La repubblica. Fra i suoi lavori, tutti effettuati dal 2007 al 2010, ritroviamo anche ritratti di volti celebri; Pasolini, Samuel Becket, tutti spogliati dei loro colori, ridotti a scale cromatiche che vanno dal nero al grigio con qualche tratto azzurro, che quasi annulla l’attenzione anatomica dei volti, per prediligere il tratto psicologico, che in molti casi ci comunica una stasi temporale che fa quasi pensare ad una fotografia che coglie qualcosa che va’ aldilà del semplice apparire. Nei suoi paesaggi, Pericoli quasi incide sulla tela canali, vene, solchi, che ci lasciano come di fronte ad un rilievo topografico tridimensionale che però, attraverso le sue atmosfere, sono in grado di comunicare sensazioni di quiete ed attesa. La luce, ovattata come in una giornata velata da nubi, ci conduce in una dimensione che va aldilà della consequenzialità temporale; cosa ancor più evidente se si considera l’assenza, spesso, del cielo e dell’orizzonte. Grazie a queste composizioni, riusciamo ad intravvedere nel paesaggio naturale, una finestra che si affaccia sull’inconscio, e che proietta attraverso la visione di montagne e terre sconfinate, sensazioni che trascendono dalla semplice apparenza. Cosa che si ripete anche nella produzione ritrattistica che ha reso celebre l’opera del pittore.
STEFANO CARBONE.
Presso il Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta(Roma)
Orari:
Martedì-domenica ore 9:00-19:00
(ingresso consentito fino alle 18:00)
Costo del biglietto 8 euro(Ara Pacis e mostra Tullio Pericoli)
Info:060608

Nessuna chitarra o basso elettrici; al loro posto, strumenti a fiato che vanno dal clarinetto al trombone; il gruppo francese Samenakoa si occupa della composizione e dell’autoproduzione dei suoi pezzi; inoltre organizza delle tourneè in tutta Europa in modo alternativo; essi, difatti si esibiscono gratuitamente nelle maggiori piazze delle città che attraversano come artisti di strada; cosa , certamente, colma di un significato tutto particolare: esso è infatti, il modo migliore per raggiungere il pubblico di tutti i ceti e le provenienze . Di recente, si sono esibiti a Roma in piazza Navona, celebre per la ciclopica fontana creata dal Bernini; all’ombra di essa, i Samenakoa hanno dato prova di grande abilità artistica, nonché di incredibile capacità d’improvvisazione musicale, celebrando con le loro note, l’uscita del loro ultimo, nonché secondo, cd; intitolato “The March”, colmo di brio ed energia, tipici del loro genere; a metà fra il folk e il jazz, al quale si avvicinano in non pochi brani del loro primo album (‘Souk’). Interessante anche la scelta di rendere gli strumenti più ‘leggeri’ per avere la possibilità di portarli con sé durante i loro viaggi; come accade per la batteria, divisa fra due componenti del gruppo; da una parte charleston-rullante-crash, dall’altra la grancassa. Auguriamo alla band, composta da Alexandra Satger (voce e grancassa), Olivier Boyer (Rullante), Laurent Monju (Sassofono), Renaud Matchoulian (Banjo), Alex Barette (Sax baritono), Phil Boyer (Sax tenore), Fabien Genais (Sax Alto), Quentin LeRoux (Bugle), Seb Ruiz Levy (Tromba), Rico Massua (Tromba), Emilie Rambaud (Trombone); di godere appieno dell’eclettica esperienza da artisti girovaghi, in modo tale da poterla trasporre sul loro lavoro successivo; per poter godere ancora delle buone vibrazioni che la loro musica riesce a trasmettere.
STEFANO CARBONE.
Ulteriori informazioni:http://www.myspace.com/samenakoa#ixzz0vI4pnVxM

Incorniciata dalla superba architettura barocca di Piazza di Spagna a Roma, lo scorso 26 luglio si è svolta la manifestazione culturale ‘Toccata e fuga’; alla sua quarta edizione. Nella sua seconda serata dedicata agli spettacoli musicali, si sono esibiti alla presenza di un’adorante folla di ascoltatori, per la maggiore sui gradini della celeberrima piazza, teatro di grandiose manifestazioni; il tenore Fabio Andreotti, il bas-baritono Cesidio Iacobone, il soprnao Olga Adamovich e il mezzosoprano Irene Bottaro. I brani interpretati, facenti tutti parte di varie opere liriche (Rossini, Mozart, Verdi ) , hanno offerto una intrigante possibilità al pubblico di apprezzare la musica lirica, nata nella nostra nazione (e non solo), in tutto il suo ardore; cosa che ha dato ampio ragguaglio nella ciclopica partecipazione da parte degli ascoltatori, estasiati dalla performance, accompagnata al piano dalle note del maestro Sergio
I prossimi appuntamenti per la manifestazione ‘Toccata e fuga’ sono:
2 Agosto (alle ore 21.15, piazza Navona, piazza di Spagna)
9 Agosto (dalle ore 21.15, piazza Navona, piazza di Spagna)
14 Agosto (dalle ore 22.00, piazza di Spagna)
16 Agosto (dalle ore 21.15, piazza Navona, piazza di Spagna)
STEFANO CARBONE.


Il celeberrimo testo di Alessandro Baricco, “Novecento” ; prima libro poi divenuto film diretto da Giuseppe Tornatore, ritorna al grande pubblico con l’accezione originaria del testo: un monologo teatrale. Si svolgerà, infatti , stasera alle 20:30 presso il castello Caracciolo di San Michele, la rappresentazione assolutamente gratuita, per la regia di Raffaele Braia. La vicenda narrata dal celebre scrittore torinese, tratta del pianista Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, il più celebre pianista del mondo, mai sceso dalla nave sulla quale è nato, dal nome ‘Virginian’, che già ci comunica il suo ruolo. Difatti viene utilizzata per viaggiare dall’Europa all’America; dal vecchio al nuovo mondo. E’ un luogo in qualche modo di passaggio, come un po’ tutti i mezzi di trasporto di questo tipo, che portano con sé storie di uomini e donne; ed è infatti la dimensione del ricordo quella analizzata da questo testo, entro la quale si svolge la vicenda del pianista. Segnale fondamentale di questo si nota anche nell’ambientazione storica dello spettacolo, nel pieno degli anni
Presso l’atrio del Castello Caracciolo di Sammichele di Bari.
Ore 20:30
Ingresso libero
SOLOMON KANE (id., Francia/ Regno Unito/ Repubblica Ceca) di Michael J. Bassett con James Purefoy, Rachel Hurd-Wood, Mackenzie Crook, Samuel Roukin FANTASY- Da Robert Ervin Howard scrittore americano creatore di Conan il barbaro, vissuto nella prima metà del Novecento e prematuramente scomparso, arriva nelle sale questo film ispirato da un ciclo di sedici opere dedicate allo spadaccino puritano che dà il titolo all’opera. Solomon Kane, spietato guerriero affamato di ricchezze, si ritrova ad abbracciare la via della penitenza per evitare che il diavolo prenda la sua anima: sul suo percorso si troverà a dover rinnegare i propri propositi di non violenza per salvare una ragazza, e le terre sin dove è giunto nel suo percorso di redenzione, dalle forze delle tenebre.
ECLIPSE (id. USA 2010) di David Slade con Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Bryce Dallas Howard FANTASY- A pochi mesi di distanza da “New Moon”, uscito nelle nostre sale lo scorso novembre, arriva il terzo capitolo della famosa saga di “Twilight” dell’autrice statunitense Stephenie Meyer. L’amore tra il vampiro vegetariano Edward (Robert Pattinson “Remember me”) e la mortale Bella Swan (Kirsten Stewart “Panic room”, “The Runaways”) è sempre più forte e dovrà scontrarsi con i sentimenti del licantropo Jacob (Taylor Lautner “Appuntamento con l’amore”), innamorato della ragazza, e con un esercito di vampiri neonati proveniente da Seattle che sta creando scompiglio nel mondo dei vampiri tanto da richiamare l’attenzione dei potenti Volturi. All’ennesimo cambio di regia –un regista a capitolo, strategia discutibile- troviamo al timone l’inglese David Slade, autore del sanguinario e vampiresco “30 giorni di buio” alle prese con il capitolo sin ora più movimentato della saga che qui vede licantropi e vampiri allearsi contro l’esercito nemico: insomma premesse succulente per gli amanti dell’azione e dei vampiri, che vengono però disattese. Se il film appare meno noioso del precedente capitolo, note dolenti sono proprio gli attori e la sua generale realizzazione: in un cast male assortito e quasi totalmente monoespressione e mal scelto spiccano il breve ruolo affidato al bravo Jack Huston (il serial “Eastwick”) di fidanzato di Rosalie in un flashback – ve ne saranno svariati e poco efficaci- e quello più corposo di Xavier Samuel nei panni di un neonato che avrà un ruolo fondamentale nella vicenda. Azzardata la scelta di cambiare l’interprete di Victoria, da Rachelle Lefevre a Bryce Dallas Howard –figlia del regista Ron- e di dare così poco spazio al suo personaggio visto che tutti i problemi dei nostri partono da lei. Pollice verso anche per i dialoghi spesso insulsi e imbarazzanti e per gli effetti speciali non certo all’altezza di una saga tanto remunerativa che portano ad avere la sensazione che si voglia puntare solo sul lato commerciale, sul fare soldi, senza la minima volontà di migliorare la qualità. Se infatti nel primo capitolo era comprensibile un basso investimento monetario e anche forse di sforzi, dato che la fama del libro non era ai livelli di “Harry Potter” e che i vampiri sono sempre stati figure di nicchia, adesso non è più giustificabile la sciatteria con cui si seguita a realizzare i capitoli successivi di questa serie. Un qualsiasi telefilm sul genere, dall’indimenticato “Buffy the vampire slayer” al recente “The vampire diaries” passando per “Moonlight”, offre molta più profondità e qualità di una saga da milioni di dollari di budget ed incassi, segno che oggi sempre più spesso la qualità più che in sala si trova in tv.Intossicati, oramai dai continui attentati alla nostra libertà d’espressione; difficilmente godremo i benefici di un tranquillo riposo estivo. Del resto ci risulta difficile pensare all’estate come sinonimo di riposo, vista l’isteria collettiva nel cercarsi, anche quest’anno, un posto al sole. Ad ogni modo; c’è poco da star tranquilli. Soprattutto considerando le note posizioni del nostro governo (cosa in realtà isolabile ad un suo singolo elemento ed al suo seguito) nei confronti degli pseudo-orrori che la stampa nazionale perpetrerebbe ai danni dei cittadini; promuovendo la disinformazione generale. Evidentemente qualcuno riterrà più degno di attenzione per informarsi sugli avvenimenti giornalieri programmi di “altissimo contenuto culturale” quali ‘La pupa e il secchione’ o ‘Mistero’ (al solo nominarli ci corrono i brividi lungo la schiena). A questo proposito bisognerebbe, in effetti, fare una piccola digressione; com’è possibile che in una traccia emanata dal ministero della pubblica (d)Istruzione riguardi esattamente una delle argomentazioni resa celebre, negli scorsi mesi, dal suddetto programma condotto dal fu Raz Degan? La scuola si è definitivamente arresa alla sovranità della televisione-spazzatura? Fossero, per lo meno, argomenti affrontati con un briciolo di rigore scientifico e non come ricerca di sensazionalismo da quattro soldi stile ‘Novella
Sarà che lo scorso mese sono scomparsi troppi personaggi illustri (in primis Saramago, al quale abbiamo dedicato uno speciale), ma luglio si è aperto con le premesse meno incoraggianti. Una cosa, però ci consente di guardare (con un po’ di sano egoismo) avanti con ottimismo; la caterva di concerti che si svolgeranno, in questi mesi caldi, sul nostro territorio nazionale. Certo, con la carenza monetaria che affligge il nostro paese, e purtroppo, anche noi stessi, bisognerà fare una cernita di ciò che si può andare a vedere da ciò che bisogna evitare. Del resto non si può vivere seguendo le tournèe dei nostri cantanti o gruppi preferiti come le groupie degli anni 80’….oppure si? E se fosse una soluzione? Scappare da tutto questo caos politico-urbano e vivere inseguendo musica e spettacoli? La proposta è più che allettante. Magari si potrebbe proporre anche a qualche rappresentante governativo di allestire un bello show d’intrattenimento. Noi senz’altro saremo pronti in prima fila a guardare chiunque avesse deciso di abbandonare i propri miliardi….di elettori (si…certo...) per mettere su un qualche spettacolo. Nulla sarebbe più esaltante di vedere comparire chiunque si appresti a questo nuovo “progetto” (abbiamo in mente qualcuno in particolare…) in mezzo al palco mentre noi, digrignando i denti, urleremmo : ”E mo’ facce ride’!” . Non sarà il nostro dialetto, ma il messaggio arriva comunque forte e chiaro.
STEFANO CARBONE.